Dopo la vittoria ai rigori
Il socialismo giocato a zona
"Sono nato a Govan. E’ una cosa che ti porti dentro tutta la vita”. La prima volta che i giocatori del Manchester United capirono che cosa volesse dire per Alex Ferguson essere nato a Govan fu in un pomeriggio grigio del 1987. Avevano perso una partita miserabile contro le mezze seghe del Wimbledon. Lui entrò negli spogliatoi: “Sedetevi”. Fatto. “Ascoltatemi”. Silenzio. Poi uno per uno, in senso orario: faccia contro faccia, tre centimetri tra le sue labbra e il volto dell’interlocutore. “Sei un fottuto perdente”, con voce così alta da trapanare il cervello. Un urlo a testa e quelli tutti terrorizzati, di fronte al primo phon umano della storia. Ecco Alexander Chapman Ferguson, l’“hairdryer”.

Da Foglio di sabato 19 febbraio 2005.